Caritas Gaeta, “dopo la Giornata del Buon Gioco continuiamo a fare rete”

È stata una mattina intensa, interessante, ricca di buoni propositi per il futuro. Si è tenuta a Gaeta, in via Marina di Serapo all’altezza del lido La Perla, la Giornata del Buon Gioco “Insieme per dire: l’azzardo è una dipendenza”, organizzata dal Tavolo di Lavoro contro l’azzardo, coordinato dalla Caritas Diocesana, a cui aderiscono la Consulta delle Aggregazioni Laicali, Libera Presidio Sud-Pontino, Chiesa Avventista con il Patrocinio del Comune di Gaeta e la partecipazione della Croce Rossa Presidio Sud Pontino. Un ringraziamento va alla Protezione Civile di Gaeta, La Fenice. Ad allietare la mattina l’ottima musica presentata dal cantautore Dario Calderone in trio, con gli artisti Luca Agostini, percussionista e Marco Campana, tastierista, immersi in un live originale e del tutto inedito.

Subito dopo l’incontro, il direttore Caritas diocesana, don Alfredo Micalusi, ha detto: “Il nostro lavoro non termina qui. Dopo la Giornata del Buon Gioco lavoreremo per rendere più fitta la rete delle relazioni”. Premiati durante la Giornata, presentata da Miriam Jarrett Responsabile Comunicazione e membro d’équipe Caritas diocesana, alcuni esercizi commerciali di Gaeta con il Bollino No Slot, attività che non hanno slot machine e biglietti mangiasoldi.

Un raccordo di stand, dalla Caritas diocesana a Libera Presidio Sud Pontino, dal Circolo Scacchistico del Golfo ad ADRA, per coinvolgere e sensibilizzare la comunità a quella che è stata definita “l’eroina del terzo millennio”. Per mostrare il vero e sano volto del buon gioco, contro i numeri e le statistiche che vedono l’Italia cadere in un baratro sempre più profondo. Nel 2016, infatti, si è speso in azzardo tanto quanto si è speso per mangiare. Ma il momento più importante è stato quello di riflessione. L’azzardo, un Triste Mietitore, che fa vittime le proprie predi ed è a sua volta vittima di “un grande imbroglio e una grande mistificazione”, come ha spiegato l’ospite Gianni Forte, neurobiologo.

“La dipendenza non è dovuta unicamente all’effetto farmacologico delle droghe, ma dalla loro interazione con l’assetto neuro-biologico dell’individuo – spiega l’esperto, che negli ultimi dieci anni ha sviluppato competenze specifiche nelle problematiche connesse con i fenomeni di dipendenza -esistono una componente individuale (psico-emozionale) ed una ambientale (socio- culturale) che sono necessarie e indispensabili per lo sviluppo della dipendenza”.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Il Gioco d’Azzardo Patologico è una forma morbosa – continua – dunque una malattia, chiaramente identificata, che in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale. È come dire che, se non viene fermata, diventa un virus. Coloro che io definisco ‘i mascalzoni dell’azzardo’, cioè coloro che ne studiano i meccanismi per invogliare a giocare, giocano sulla tossicità motivazionale che ne deriva”.

“Grazie per avermi invitata e per il lavoro che svolgete – esordisce Lucia Maltempo, Assessora alle politiche welfare di Gaeta – è da tempo che questa città si è avvicinata alla terribile problematica dell’azzardo. Il nostro auspicio è quello di fare rete e di fare sempre meglio”.

Del network parla anche Emilio Donaggio, Presidente di Croce Rossa Italiana, Presidio Sud Pontino. “L’obiettivo è quello di unirci e lavorare insieme – spiega – il networking è fondamentale”.

Gli esercizi commerciali di Gaeta premiati con il Bollino No Slot sono:

Avalon, Chiar di Luna, La Caffetteria Gaeta, Civico 21, Kasa Incanto, Madness Pizza Caffè, Minibar 94 Gaeta, Caboto 604, Hermes.

 

Miriam Jarrett

Membro d’équipe Caritas diocesana